Pilsner Urquell

Pare che la vera estate sia giunta ora, quando sta per finire e, causa i 30-40 gradi, adempire alle attività quotidiane è davvero distruttivo, spesso, anzi sempre ultimamente, neanche mi riesce, anche a causa di tanti pensieri.
 
Volevo prima raccontare un fatto, poi elencare i vocaboli dell anno corrente, che hanno sostituito quelli dell anno scorso( fischi e piriti , mezza parola, eccetera … è comunque un intervento che feci circa un anno fa) che comunque sono utilizzati, anche se con una minor frequenza.
 
Due o tre giorni fa, col caldo battente che ancora permane, notai che la situazione era disastrosa. Partiamo dal presupposto che la mia casa è l unica, a villafranca e penso non solo, a non avere il condizionatore. In cambio abbiamo i riscaldamenti automatici, cioè termosifoni che senza motivo in determinati momenti a sorpresa gettano calore nel calore, facendo sì che questa non sia + una casa, ma la valle dell inferno.
Tutto ciò fa si che la situazione sia delicata in casa. Il ventilatore, da sempre stato un elemento ritenuto ingombrante e inutile, ha subito una lievitazione di valore proprio in questi giorni, tanto che ormai vi è una vera e propria lotta per averlo. E’ attivo 24 ore su 24, e ce lo rubiamo qua e là per vivere nelle reciproche stanze preferite.
Ho adottato diversi metodi per tentare di vivere: abbracciarsi al ventilatore, che però mi ha fatto venire il mal di schiena ed era un immagine davvero deprimente, oltre a ostacolare il flusso d aria in caso vi erano dei terzi a voler usufruire del servizio. Disteso sul pavimento vi erano miglioramenti, ma ci sono sempre problemi legati ai termosifoni che attivano le tubature sotto di me e provocano ustioni. In sostanza stare disteso sul pavimento è rischioso, a casa mia.
Infine ho provato ad aprire lo sportello del freezer e appoggiavo la schiena, provando sensazioni simili all eccitazione. Ma quando mi vedevano i miei si incazzavano terribilmente.
 
Arrivo al sodo. In un atmosfera deprimente e con me scarsamente lucido, alle 4 e mezza di pomeriggio, in cucina, appoggiandomi alla sedia senza capire niente, faccio un giro a 360 ° e su una mensola, seminascosta, vedo la bottiglia di birra ceca, la Pilsner, che portai 2 anni fa dopo il favoloso viaggio a praga, in gita. Era un momento di scarsa lucidità come ho già detto e, facendo 2 conti, se la mettevo in frigo un paio di ore potevo berla, anche se il timore che si era depauperata era consistente.
Dopo un ora e mezza due che l avevo messa in frigo la tastai, era fredda. L aprì con eccitazione in un contesto di temperatura non inferiore a 30 °. Era un immagine deprimente, sembravo un bimbo con un giocattolo: uno spastico, in sostanza. Era meravigliosa, in quei 20 minuti ho ripercorso praga, quella gita meravigliosa e tutti i miei compagni di quel viaggio. In quel momento ho scordato i pensieri, il caldo, tutto… In quel momento ero in una taverna di praga, che bevevo come un maiale. Tutta questa infame idealizzazione fu interrotta da mio padre, che voleva assaggiarla. Con grande dolore gliene diedi un bicchiere. Furono comunque i migliori 20 minuti di quella giornata, quella bottiglia non l avrei cambiata con niente in quel momento. Forse al massimo con 10 gradi in meno.
 
Volevo raccontare sto fatto, perchè ho nostalgia, oltre che corfù, anche di praga.
 
Per quanto riguarda i vocaboli di quest anno sono tsatziki, money e relax.
Tsatziki l ho colto in grecia, una crema meravigliosa: yogurt cetriolo aglio olio e finocchio selvatico.
Money l ho coniato proprio io, per indicare la mercificazione di qualunque cosa, e l interesse spasmodico per il danaro, i money appunto.
Relax è nato sempre in grecia, quando in una barca, il gestore delle barche disse esattamente questa frase : "Relax, yoghi, relax…" perchè ero un pò agitato per i posti risicati.
 
Forse relax è la parola con + successo. Un saluto a tutti, soprattutto agli orgogliosi.
 
 
 
 
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3 risposte a “Pilsner Urquell

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