Incubo e disavventure….

Inizio con dei saluti rivolti a tutti, veri o falsi, a seconda di chi sta leggendo,a sua volta vero o falso ovviamente. Vorrei narrare un sogno fatto stanotte, in modo che non succede che me lo dimentico come al solito, e sarà scritto per sempre in questo astratto blog. Dopodichè racconterò delle avventure, anzi disavventure, sulle mie stradacce pendolari.
 
Il sogno inizia con un atmosfera life is now, cioè in una sorta di discoteca, ove pare che stia ballando assieme a jody. Inspiegabilmente, una professoressa della mia facoltà, in abiti che lasciano poco spazio all immaginazione e con tanto di drink in mano, si avvicina e china la sua bocca sulla mia orecchia. Pensavo fosse per baciarla o per mordicchiarla, invece mi dice: " Il tema che hai fatto ieri è tutto sbagliato, ne devi presentare un altro". Sconvolto [peraltro non capisco il perchè, non faccio temi da 4 5 anni, e non sono necessari in questo mio momento universitario XD] prendo jody e le dico che dobbiamo andare via, perchè devo rifare il tema a casa. Lei mi segue, e usciamo dall atmosfera life si now, ora siamo nelle stradacce di non so quale città. Improvvisamente tre tizi senza senso iniziano prima a provarci poi a picchiare jody, io mi incazzo terribilmente e do un calcio ai testicoli a uno dei tre.
 
Si girano, forse ancora non si erano accorti del sottoscritto, ed iniziano a picchiarmi selvaggiamente. In un momento non so come, avviene il fatto determinante del sogno, quando dalla tasca esco chiavi e cellulare mie e le dò a jody, dicendole di sparire, prendere la mia macchina e andarsene. Dopo che lei sparisce, i tre tizi continuano a massacrarmi in modi spaventosi. Mi ricordo che non sono riuscito neanche a dare un calcio o un pugno, mi sentivo un superinetto. Ad un certo punto, favorito da una loro temporanea distrazione, riesco a fuggire. Loro mi inseguono incazzati, io prendo strade a caso correndo finchè non mi ficco in un sistema fognario attraverso un tombino semiaperto. Perplesso, vago tra le fogne, incrociando un cadavere in putrefazione e un gay che ha messo la sua casa d appuntamenti là sotto. Ad un certo punto esco , è ancora notte. Mi accorgo che i tre tizi li ho seminati, ma non so dove siano jody e la mia macchina, e tra l altro non la posso neanche chiamare perchè le ho dato anche il mio cellulare. Spaventato mi aggiro correndo in città, incontro 3 automobili dei carabinieri di fila, mi dicono che non mi possono aiutare, perchè hanno finito il loro turno e non si possono mettere nei miei problemi. Quando me lo dice il carabiniere dell ultima macchina raccolgo un sasso, inspiegabilmente di grossissime dimensioni e lo lancio sul vetro della macchina, sfracellando il cranio del malcapitato. Così i carabinieri, incuranti del loro turno che era finito, mi inseguono spasmodicamente. Correndo giungo in un negozio, ove ci sono i miei. Impazzisco dalla gioia entro e vado da mia madre raccontandole tutto. Ma il suo problema in quel momento è comprare dei mobili per arredare la nostra casa, e mia madre non mi dà retta. Io impazzisco definitivamente e fuggo anche da lì.
 
Entrato da una finestra di una casa, trovai un telefono e gridai di gioia: ce l avevo fatta, potevo chiamare jody e farmi prendere. Ma, quando avevo la cornetta in mano, avviene il colpo di scena: io il numero di jody non lo so a memoria, ce l ho sul mio cellulare che l ho dato a lei. Inizio a piangere agonizzante sul pavimento, per non so quanto tempo, finchè non mi arriva la banale idea di chiamare sul mio cellulare, tanto doveva rispondere sempre lei, visto che ce l aveva.
Compongo il mio numero e attendo. La persona che risponde sono io stesso(XD), con lo stesso timbro vocale e con tanto di " fammi campare ". Dopo che io stesso mi sono chiuso il telefono in faccia, rimango perplesso con la cornetta in mano. Poi mi sono svegliato, e menomale , ci sarebbe stato il probabile suicidio.
 
Questo è il mio sogno. E’ rarissimo che io sogni, o quantomeno che ne ricordi uno, e questo è particolare. Tornando invece al mondo reale vorrei raccontarvi la mie disavventure stradali, che sono accadute nel giro di una settimana.
 
Da premettere che nelle stradacce che io faccio quasi ogni giorno non mi era accaduto mai niente, ove per niente intendo assolutamente nulla, due giovedì fa tornavo verso le sei e mezza di sera a casa. Un motorino davanti a me prese una donna in pieno, davanti a me. La donna finì a due metri dalla mia macchina e io mi fermai per un soffio. Scesi e prestai soccorso. A lei sola, gli altri 2 in motorino potevano morire là dov erano, invece hanno avuto la fortuna di avere soccorsi da altri. Comunque ora mi auguro che tutto sia a posto, cosa probabilissima perchè non è successo nulla di gravissimo.
 
Il giorno successivo, presa la mia macchina, mi avviavo a parcheggiare. Mentre parcheggiavo, presi un albero, dietro me. Uscì a controllare, andava tutto bene, non c era neanche un graffio, gridai questa frase, mi ricordo: è la mia giornata fortunata. Pochi minuti dopo ero nella macchina dei miei colleghi e stavamo andando all uni, come al solito. Fermi in una pila di macchine,mentre parlavamo,  mi ricordo che il collega che guidava guardò lo specchietto retrovisore,e fece un gemito. Per un decimo di secondo arrivai a chiedermi perchè facesse così, poi non me lo chiesi più, perchè una jeep dietro noi tentò di penetrare nella nostra macchina, in balia di sè stessa. Penso che non ci siamo schiantati contro il guard rail perchè ci siamo schiantatati contro la macchina davanti a noi, che a sua volta ha colpito quella davanti. Quando il botto è finito guardai la macchina e mi dissi che ero fortunato nella sfortuna, stavo bene. E stavamo bene tutti, incredibile…( a parte dolori al collo sviluppati qualche ora dopo )
 
Poi arrivò giovedì scorso, quando nella solita strada stavo tornando verso casa. Un pezzo di cartone largo almeno un metro e mezzo si trovava davanti a me. Non potendolo + evitare, ci passai sopra, in modo da non avere problemi. Ma nello specchiettò non lo vidi uscire dal culo della macchina,era rimasto sotto il mio di culo, sotto la macchina insomma. Nella curva successiva lo sterzo diventò durissimo, non riuscì a fare la curva bene e invasi la corsia contraria, sfiorando il muretto opposto. Dopo essere riuscito a tornare a casa tentai di togliere il cartone e ci riuscì solo nel pomeriggio.
 
Insomma, avventurose disavventure. Un saluto a tutti, soprattutto agli avventurieri. 
 
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3 risposte a “Incubo e disavventure….

  1. Un incubo così esilarante non poteva che essere tuo. Temo, però, che sia sintomo di una radicata instabilità mentale 😛
    La parte che più adoro è quando ti accasci sul pavimento a piangere. E non chiedermi il perchè… ahahah 😉
    Che questo sogno ti serva da insegnamento: ti conviene imparare a memoria il numero di Jody :*

  2. AUHAuhAUahAUahU…mi hai fatto morire more volte quando ho letto "Ma nello specchiettò non lo vidi uscire dal culo della macchina,era rimasto sotto il mio di culo, sotto la macchina insomma."I tuoi interventi sono fantastici XD

  3. Sto avendo le convulsioni!!! Ahahahahhahah
    La mia parte prefrita è:
     io prendo strade a caso correndo finchè non mi ficco in un sistema fognario attraverso un tombino semiaperto. Perplesso, vago tra le fogne, incrociando un cadavere in putrefazione e un gay che ha messo la sua casa d appuntamenti là sotto.
     
    hihihihi
     

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