Ci manchi.

E’ passato molto poco tempo da tuo folle gesto, ancora non abbiamo metabolizzato il colpo. Non avrei mai pensato di rimpiangerti, pieno di difetti, eri il professore che ci trattava di gran lunga peggio, a volte calpestando anche la nostra dignità di persone oltre che di studenti.
Da quando non ci sei più ho iniziato a poco a poco a sapere sempre più della tua vita fuori dall’ università, una vita dedicata alla ricerca di una giustizia che non esiste, è solo un ideale. Ma tu ci credevi, ti hanno infangato e nessuno di noi sapeva nulla.
Il giorno prima del tuo folle gesto ero con dei miei colleghi che parlavo nel corridoio. Nonostante eri dall’ altra parte ci hai fatto un anomalo saluto squillante e sorridente, rimasi molto sorpreso. Non è ancora passata una giornata senza che io non pensi a quel saluto, 24 ore prima del tuo atto. Era un saluto di una persona che già aveva stabilito tutto, terribile ed affascinante, che ha adempiuto ai suoi doveri fino a 24 ore prima, perchè credevi al proprio lavoro, e non si deve lasciare per nessun motivo.
Il mondo della magistratura, della giustizia sta già iniziando a nasconderti, ad amalgamarti nel grigio di chissà quali armadietti, al nero di chissà quali consapevolezze. Sei scomodo, hai scelto la tua forma di protesta peggiore per risultare tale. Probabilmente non vincerai neanche stavolta, la mafia è un tumore, cresce sempre, proprio dagli ambienti in cui tu rivendicavi l’ idealità.
E’ un pò di tempo che passo di fronte al tuo studio, certe volte cerco di immaginare che sei là dentro, o che stai spuntando dalla solita porta sul retro. Poi penso che non è così e sto male.
 
Ci hai lasciato senza parole. Cerco di non pensare come ci trattavi, ma il tuo spirito, la tua voglia di scienza, l’ entusiasmo che lasciavi trapelare e la tua determinazione li ricorderò per sempre e cercherò di coltivarli dentro me. Non c’ era giorno che non si parlasse di te là dentro, nel bene e nel male. In questo sei stato meraviglioso, non hai lasciato nessuno mai nell’ indifferenza.
 
A dicembre dovevo seguirti, anzi riseguirti, la tua materia mi manca nel libretto. Le prime lezioni sono sicuro che proverò un emozione strana, quella era la tua materia, vedere un altro sarà un altra cosa. Menomale che ti ho seguito 2 anni fa, non me lo sarei mai perdonato. Uno spettacolo.
 
Non sei stato capace di accettare compromessi. Vorrei avere un decimo della tua malsana voglia di idealità, della tua fame di scienza. Non ti dimenticheremo mai.
 
 
 
 
 
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