Fine estate

Superare questa specie di energia di attivazione e riscrivere in questo blog dai tratti ormai obsoleti è stato abbastanza duro, perchè perora non si naviga nella felicità, e condizione per scrivere in questo blog è avere profonda felicità o profonda tristezza. Quello di adesso è invece un periodo abbastanza complesso e in un certo senso abbastanza nuovo, un periodo da sfruttare per se stessi anzichè disperderlo in falsi divertimenti o patetici discorsi depressivi con gente che non ha voglia di ascoltarli, concentrata sulla quotidianità di base.
 
Oggi non parlerò di pesi sport cazzi e mazzi, le cazzate di questo blog.
Vorrei parlare di altro, vorrei parlare dei momenti bassi. Nei momenti + bassi di una vita svolta nell’ accettabilità o nella mediocrità vorremmo dare una sterzata che poi non siamo capaci di dare. La spiegazione è semplice: la nostra generazione ha pressocchè tutto e questa forma di vita viziata spesso piace e non si creano i presupposti mentali per cambiare tutto, o se preferite vi è il proliferarsi di un elaborazione mentale di alibi che ci consolano nei giorni vuoti, nelle serate noiose, nelle notti gettate in un poco proficuo passatempo o nell insonnia. Questa è la base per il suicidio esistenziale. Non cambia nulla, ma si continua così, magari nell attesa di trovare una persona che ci faccia dimenticare, metabolizzare, mettere da parte tutto ciò, a cui puntiamo, sovraccaricandola, il 100 % della nostra mancata felicità, scommessa che perderemo ampiamente in quanto la felicità si costruisce a 360 °. Le cose così quando andranno bene saremo contenti, già nella crisi si ricade nella cacca. E’ così che uno studente che è in un corso che non gli piace elabora, dice ormai manca poco alla laurea, ormai è tanti anni che si è iscritti, si butta così in un attesa (attesa di che cosa? una persona da caricare delle frustrazioni che hai? attesa di un evento a cui non sai dare un nome?) che non cambia niente, la base è sempre quella. Il cambiamento parte sempre dentro di sè, poi bisogna cambiare tutta la base. 
Io non sono mai cambiato, sono sempre lo stesso. Tentativi di dirmi tieni duro, ci sono alti e bassi, ci saranno tempi migliori, sono vani. Non perchè non sia così, ma perchè non è un evento degli ultimi mesi che deve far esaminare una triste realtà, una triste condizione esistenziale. Tutto questo c era già, solo che spesso ci si accorge di ciò nei momenti peggiori. La triste realtà sarebbe meglio esaminarla in un momento decente della propria vità per essere + lucidi e + trasparenti. Non si può far finta di niente e fingere serenità per settimane e settimane, costruirsi un banale castello di carta che poi crolla in modo ridicolo per eventi ridicolissimi, magari in un banale pomeriggio d estate in cui non sei riuscito a correre neanche la metà del tempo delle volte precedenti. Che fragilità. Una vera persona è pronta a cambiare, ed ad analizzare le cose per bene, ad anteriori.
 
Ma soprattutto comincio a pensare che i momenti bassi non esistono, in quanto sono la riflessione e la consapevolezza, magari esasperata dalle difficoltà oggettive di qualche evento, della triste vita che si sta conducendo. In realtà non è che negli altri momenti la vita sia migliore, solo che non ce ne accorgiamo o non ci pensiamo in quei momenti. Da qui la creazione mentale di alti e bassi, periodi no, eccetera eccetera.
 
Questo intervento fa schifo, in altri tempi l avrei spazzato, non lo faccio per dei motivi:
 
  • riflette la mia confusione reale;
  • questo blog è in un momento di agonia esistenziale: se deve finire la storia di questo blog, vorrei parlarne e con un intervento diverso dal precedente;
  • non l ho ancora riletto, altrimenti rischio di cambiare idea.

Chiedo perdono quindi per i ricercatori di un linguaggio aulico o di ragionamenti particolarmente razionali. Non ho mai annunciato nè stabilito di farli, anzi per chi li cerca questo è l ultimo luogo ove trovarli.

 
 
 
 
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