Percorso (con cantieri)

Buonpomeriggio agli eventuali fan che, grazie anche al loro supporto, hanno permesso al sottoscritto di condurre una vita quasi discreta. Queste settimane, intense, a volte stancanti, si stanno rivelando molto utili perchè stanno permettendo a chi scrive di delineare tante cose o, se possibile, aumentare i dubbi oltre a quelli già esistenti.
Una cosa a grandi linee fondamentali di questo ultimo periodo (ultimi sette mesi) è stata una certa diminuzione del peso che mi ha permesso di tornare, dopo circa 15 anni, allo stato di normopeso, permettendo di aumentare la qualità della mia vita, già aumentata esponenzialmente negli ultimi dieci mesi circa. Non è stato un percorso facile, ma neanche difficile, un pò come tutti ha i suoi ostacoli, i suoi bassi, i suoi nemici, ma alla fine si può vincere. Si, si può fare. Si può fare, è un messaggio che mando con il cuore, perchè so cosa significa combattere anni non dimagrendo, le battaglie a livello sociale, la mente che inizia a produrre alibi (non posso dimagrire, metabolismo, costituzione, ho tentato di tutto, eccetera). Si può fare, davvero.
 
Al sottoscritto, oltre a meno cibarie, sono state necessarie circa tre cose:
 
  • approccio alla serenità mentale, percorso iniziato circa due anni fa, imparando a costruirsi hobby, passioni, attività sportive;
  • approccio al miglioramento della qualità dell’attività sportiva, percorso iniziato da circa un anno: fondamentale il passaggio correre per dimagrire –> dimagrire per una corsa migliore;
  • qualità della vita nettamente migliore: qui rientrano parte delle persone incontrate quest’anno (niente ringraziamenti, poi si diventa stressanti, spero lo sappiano che sono loro grato) e altre tipologie di percorsi intrapresi, di ben altra entità.

Per chi inizia a pensare che sono bravo, con forza di volontà eccetera si sbaglia, i tre punti sopra descritti sono sempre dinamici, hanno ostacoli e non sono finiti, forse non finiranno mai.

Passiamo alle cose negative, o meglio, da risolvere. Questa esperienza di vita (perchè lo è) ha anche fatto sorgere ulteriori dubbi mentali. Ho risolto un problema eliminando i frutti velenosi, ma non ho ancora trovato la radice velenosa. Mi ritengo ancora un obeso mentale, perchè la mia voglia di cibo, il mio desiderio, la mia inevitabile dipendenza e golosità non se n’è andata col peso, è rimasta, c’è solamente un lieve controllo migliore (non ottimale, spesso discotinuo). Questo è un grave problema irrisolto che tuttora non mi permette di godere appieno questa piccola grande rinascita. Il mio rapporto con il cibo è comunque deficitario, complesso e molto negativo. Nonostante cerco di trovare le cause sul perchè, brancolo ancora nel buio, e questo nei momenti bui di una giornata, settimana, mese, spalanca difficoltà che solo la forza di volontà (a volte, non sempre) riesce a frenare. Questo grande disagio rischia di annullare tutte le belle favole raccontate sopra, rischia di trasformarle in un incubo.

Forse è stata la prima volta che ho parlato (con un minimo di serietà, componente da sempre facoltativa di questo blog), anzi accennato, perchè ci sarebbe da scivere un libro, di un disagio e della parziale risoluzione. Ne sono quasi contento, perchè oltre a essere il mio blog (quindi ove posso parlare di quello che voglio, anche, perchè no, del miglioramento della vita grazie alla scoperta di fontane nuove) un giorno questo pezzo potrà lanciare degli input a qualcuno, sicuramente li lancia ai miei numerosi fan immaginari.

Alla prossima, un saluto a tutti, tranne ai fautori di gesta incompiute.

 

 

 

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2 risposte a “Percorso (con cantieri)

  1. Ciao Carmelo,
    molto godibili i tuoi post, mi sono ritrovata tantissimo nei racconti della vita universitaria, ormai lontana… e in altre avventure, come questa di natura “ponderale”.
    Buona vita e buon blog!
    giulia

    • Grazie giulia, come ho detto (o quantomeno ho pensato) dozzine di volte non c’è cosa più bella, bloggarmente parlando, di trovare persone che si sono identificate con una riga, pezzo, post. Significa che siamo più vicini di quanto pensiamo, anche nelle sensazioni. Può aiutare a non sentirsi soli, cosa che spesso succede, in questa strana società. E largamente devastata, aggiungerei.

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