La maschera

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Torno a casa, ogni notte. Mi tolgo la maschera, spesso lacerandomi il viso. A volte l’ho già tolta prima, mettendo in ansia chi per sbaglio o apposta mi ha osservato, a volte mi corico con tutta la maschera, perché lo dimentico, tanto mi trovo bene, o perché mi trovo bene, quindi faccio finta di dimenticarlo, alle volte addirittura lo so anche, ma me ne frego.

Persone che quotidianamente perdo, persone che quotidianamente guadagno, sorrisi forzati, dialoghi forzati, rapporti forzati mi scavano la pelle lasciandomi il segnale di un qualcosa che pressa troppo. Un rapporto pieno di curiosità aumenta il mio benessere, una persona con la quale poi mi comporterei come se fossi solo,  è il massimo. Donne che bacio che non avrei mai voluto baciare,  donne con cui vorrei avere a che fare che al massimo non vogliono avere a che fare, persone che osservi e studi, poi capisci che in fondo non era necessario. Momenti in cui vorresti sfondare la vetrata e scappare via.

Per ogni amico che perdi strada facendo ti è offerta la possibilità di conoscere un’altra persona. Da un amico che non ti considera più scopri che altre persone ti cercano, altre si confidano, nonostante vi conosciate da un tempo irrisorio. Da persone che non consideri trovi un alleato, da un cellulare o in una chat smascheri chi nell’ombra era al tuo fianco, dal piedistallo in cui hai riposto i tuoi trofei spesso scopri con sorpresa indifferenti o peggio, gente che ti rimpiazza come un giocattolino, o come un hobby che sta per essere sostituito.

Lo stesso giorno che compi un gesto che ti fa sentire uomo ti può capitare un’occasione in cui ti comporti come un bambino.

Alle volte hai deliri di onnipotenza, altre volte ti senti un feto. E’ una vita bellissima in un certo senso, cammini sempre nel friabile, i treni che perdi può non farteli ritrovare, ma allo stesso modo te ne può creare di nuovi o uguali, o te ne può far prendere un altro, avendo una biglietteria che sembra non chiudere mai.

Difficilmente vedi situazioni irreversibili… La vita è così cinica, pretende molto perché ti riempie in continuazione di prime e ultime chance, esigendo il tuo ruolo attivo. Mi piace immaginare che alla vita piace vederti attivo.

Quando mi ricordo, o voglio ricordarmi, di togliere la maschera, la metto accanto al mio letto, dove ho il mio mezzo litro d’acqua. Può essere il momento della riflessione, quando non mi sono sentito completo appieno, dell’elaborazione di nuove maschere, quando noto che ho un viso troppo diverso, dello studio delle ferite procurate, quando ho forzato un viso troppo diverso. Alle volte penso come fare a non metterla più. Ma non trovo la soluzione, o mi secco trovarla. Forse entrambe le cose.

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8 risposte a “La maschera

  1. Ognuno di noi è combattuto dal vivere kome vorremmo e da come ci vuole invece la società..siamo uno nessuno e centomila..ma mi domando noi sappiamo togliere la maschera e riconoscere chi siamo veramente?
    complimenti x il post e il blog..grazie di avermi permesso di poter leggere i tuoi pensieri, una buona domenica e un sorriso 🙂

  2. Non ne sono certa, ma sto cominciando a pensare che tutti ci creiamo le nostre maschere e le abbiniamo alle situazioni, un po’ come gli abiti… Forse siamo semplicemente fatti così… Potrebbe essere normale, giusto.
    L’importante e’ che ci rendiamo conto che, sotto alle maschere, ci siamo sempre noi… Posto che dovremmo quantomeno renderci conto di CHI siamo davvero, il che non e’ sempre facile. Almeno, per me non e’ una passeggiata, ecco.

  3. interessante il discorso sulla maschera… specialmente quando dici che con la maschera ci si trova bene e quindi fingiamo di dimenticarla. sai, credo che ognuno porti una maschera, chi più, chi meno, chi in maniera inconsapevole o del tutto studiata. ma sono d’accordo con il commento qui sopra: l’importante è non dimenticare mai chi c’è sotto, non perdersi, ritrovare se stessi (e se il modo per fare tutto ciò è proprio quello di indossare una maschera… si può davvero dire che sia una cosa sbagliata?)…
    ps. la tua descrizione mi ha fatta morire XD

  4. Ciao e grazie per esserti iscritto al mio blog. Dall’alto della mia chiamiamola “maturità”, vorrei dire che la cosa importante è la consapevolezza. Se tu sei consapevole di portare una maschera, va bene. Ed è naturale mostrare agli altri facce diverse a seconda dei casi, perché non tutti ci vedono allo stesso modo. Se provi a chiedere a dieci tuoi amici di descriverti, vedrai che usciranno persone diverse dalle loro descrizioni. Soprattutto poi quando si è giovani si tende a mettersi delle maschere perché si è ancora insicuri di se stessi, di ciò che si vuole e soprattutto di CHI si è. Con gli anni poi si impara a conoscersi, si limano certi angoli e certe durezze, si impara a “lasciar andare” e forse un po’ ci si mostra al mondo senza maschera. Ma è un lusso che bisogna sapersi conquistare!
    Un caro saluto sorridente 🙂

  5. Ognuno di noi non è solo uno: per ogni esperienza vissuta, per ogni attimo passato ognuno di noi cambia. Forse proprio per questo creiamo delle maschere, perché non abbiamo il coraggio di dire al mondo che cambiamo.
    Chiunque ci vede in modo diverso perché ci conosce in un momento diverso, di conseguenza è come se conoscesse un’altra persona.
    Forse creiamo delle maschere perché ci culliamo all’idea di poter lasciare qualcosa fermo.

  6. Mi piace la Tua Anima.
    Non te ne stai sornione nel Tuo guscio aspettando che
    che la Tua vita vada via ad ascoltare altre storie.
    Una Maschera spesso esprime più verità di un volto (O. Wilde
    ben lo sapeva).
    Grazie per aver scelto il mio blog
    Gina

  7. Io la maschera non l’ho mai tenuta però mi rendo conto che forse è arrivato il momento di mettermene una. La mia sincerità e il mio modo di essere sempre me stessa mi arreca danno e mi sono stancata di esser ferita sempre di più. Ma dimmi un pò, spiegami come la si porta, io non ci sono abituata, non sono brava,…non so se ci riuscirei a indossarla bene 😦

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