La bestia

Da anni convivo con una bestia. Non ho idea di come sia nata e se morirà con me o prima.

Dapprima ero basito da questa nuova oscurità che si affacciava nei miei abissi mentali, poi mi sono adeguato piano piano, cercando un’occasione per ucciderla. Da un po’, vista l’impossibilità, non mi è rimasto che ammorbidirla e prendermene cura. A volte, quando incontro una donna, un paio di amici, il mare o una bella città, mi stupisco perché sembrerebbe sparita. Ma le sparizioni sono molto brevi, di durata mai superiori alle ventiquattro ore. Poi la bestia rispunta, di punto in bianco, con un malvagio sorriso.

La bestia sghignazza, sputa e critica. Non ha stile, è rude, interviene nei momenti meno opportuni. Lo fa sempre sussurrando. Non giustifica, non perdona. Terribilmente spesso dice verità. Verità che non avremmo mai dovuto uscire allo scoperto. Verità che farebbero piangere Satana e bestemmiare Dio. Per questo ho tentato in tutti i modi di soffocarla.

Ho tollerato fatti, contesti e persone che a stento avrebbero lasciato in vita, sono riuscito in imprese infattibili dal 90 % della popolazione. Ho vissuto esperienze che la mia età non avrebbe mai dovuto vedere. Sono riuscito a compiere imprese vincenti, seppur ognuna macchiata da un’inevitabile dose di mediocrità. La chiamo la mediocrità fisiologica. Ma quella di uccidere la bestia è sempre stata un’azione impossibile. Le cattive risposte e le mandate a quel paese non aiutano. Anzi sembrano divertirla ancor di più.

Sussurra sempre, la bestia. Non consiglia mai. Inizia al mattino. Termina la sera.

La bestia si sente sempre nei momenti di disadattamento, nelle strade, nella distruttività, nel caos, nei fallimenti,nei tristi rapporti personali, nei momenti di solitudine e di sconforto. Sussurra sempre colpe, errori, incapacità. Ogni cosa la spiega al dettaglio, e cerca di farla capire, con cinismo, con domande. Dice sempre “Hai visto?” “Hai visto?” Sono domande che dapprima avevano flebili risposte: speranze, sogni, inesperienze, età giovane. Poi passai al sarcasmo e al ridere sopra le sue parole. Oggi hanno come risposta il silenzio e le riflessioni, oppure quando ci casco particolarmente rispondo in malo modo e grido, assecondando i suoi desideri.

Ho cercato di minacciarla e di fregarla la bestia. Le ho mostrato terrazze dalle quali mi sarei sfracellato, coltelli con le quali mi sarei trafitto, veleni, pur di farle capire che continuando così avrei posto fine a entrambi. Non ci è cascata: ha capito il mio grande amore per la vita.

Quando iniziai ad ammorbidirla, pensavo di fregarla nella maniera opposta. Così iniziai a compiere imprese piccole e grandi, e a trarre insegnamenti dai fallimenti. Le mostrai il sole, i viaggi, il mare, un paio di persone, il succo di ogni esperienza. Speravo in tal modo di farle capire la mia indipendenza verso di lei, che ormai poteva andarsene. Ma lei scuoteva la testa. Sorrideva. Mi diceva “Lo sai che non è la verità” o “Lo sai che non sarà sempre così”. E poi colpiva di nuovo. Trovando sempre il momento giusto.

Adesso ci convivo e me ne prendo cura, essenzialmente ignorandola. Passo interi giorni in silenzio. Sono i periodi in cui parla costantemente, vuole che ci casco e le rispondo, dimostrandole di averla in realtà sempre ascoltata. Parla sempre, cristo. Quando ho gli occhi persi nel vuoto, quando guardo un panorama. Mentre cammino.

Ultimamente la bestia è anche cambiata. Continua sempre il suo comportamento feroce, per carità. Ma in alcuni momenti, con gli occhi lucidi, chiede di non mollare mai. Chiede di cercare di non crederle e non ascoltarla. Chiede di trovare un modo per farla andare via, che non ce la fa più.

Questo comportamento mi spaventa molto. Ho dato varie interpretazioni. Molto probabilmente è il nuovo metodo con il quale vuole tentare di distruggere la mia barriera del silenzio. Un nuovo modo di provocarmi. Sa che così ci posso cascare. Una più inquietante spiegazione potrebbe essere che la bestia è intrisa dei miei stessi sogni, delle mie stessa speranze, di quella ricerca a tentoni nel vuoto di qualcosa che sia, anche a stento, paragonabile alla felicità. Solo che ci ha rinunciato a priori perché ha paura che non esista. E ha paura di vedere tracce che non sia così, in me, che sta seguendo. Tracce che potrebbero mettere in discussioni le poche rassicurazioni e certezze sulla vita che si è data.

Ma il peggio potrebbe essere che, in fondo, sono anch’io una bestia.

Annunci

8 risposte a “La bestia

  1. ah! la tua reprimenda via mail si riferisce forse a questa mia BATTUTA?
    e’ talmente evidente e madornale che credo tu abbia pochissimo sense of humor e sia invece molto permaloso.
    Sui rapporti madre-figli cìè tutta una letteratura psicanalitica ed ad essa mi riferivo.
    sherazadenulladi+

  2. Ciao Carmelo, sai che leggendo questa descrizione mi sembrava di leggere un post mio? Siccome anche io ho una bestia e ne parlo spesso, purtroppo. Forse è uguale alla tua e forse no, chissà….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...